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Roma – 01/06/2004 – Tutti contro Paolini




Elisa AnzaldoNuova udienza del processo che vede coinvolta Elisa Anzaldo, inviata del Tg1, che il 20 giugno del 2001 sarebbe stata disturbata dal presenzialista durante un collegamento in diretta.


Vi avevamo già parlato di questo caso (vedi la notizia relativa). Oggi la parte civile ha chiamato a testimoniare tre persone, tra cui la stessa Anzaldo, che ha spiegato le ragioni della sua causa. La teoria di base è che il profeta del condom sia un disturbo per il servizio pubblico qualsiasi cosa faccia. Non importa che sia in assoluto silenzio e che non interrompa in alcun modo le persone che parlano, la sua sola presenza basterebbe per creare un grave danno a chi lavora in questo settore.

La Anzaldo si sarebbe lamentata in particolare della necessità di ricorrere ad inquadrature strettissime per non essere costretti a far vedere l’inquinatore supremo, così facendo rendendo irriconoscibile il luogo da dove si trasmette e quindi meno valida la diretta. Peccato che, dalle immagini del servizio in questione, si possa vedere che il cameraman molto spesso tenesse in campo più persone, a differenza di quanto sostenuto in aula dalla giornalista. Inoltre, le difficili condizioni tecniche avrebbero costretto a ridurre la durata del collegamento, impedendo l’annuncio di alcune informazioni, come un approfondimento sull’obbligo dei ragazzi di consegnare i telefonini prima dell’esame (notizia peraltro che non ci sentiamo di considerare fondamentale per il destino dell’umanità). Anche le accuse di aver turbato i ragazzi che venivano intervistati mettendosi alle loro spalle e di aver quindi diminuito il valore delle loro dichiarazioni non sembrano trovare conferma nel servizio già menzionato.

Ma mentre queste accuse sono decisamente soggettive, decisamente inequivocabile è invece l’affermazione dell’inviata, secondo la quale Paolini avrebbe parlato durante il servizio. E’ una tesi portata avanti (anche se con molte titubanze) da un altro teste, il tecnico del suono Luciano Bastioni, ma che non trova assolutamente riscontro nella registrazione visionata il mese scorso in aula, nella quale non solo non si sente l’inquinatore parlare, ma non lo si vede neanche aprire bocca. Insomma, il rischio per questi due testimoni è quello di essere denunciati per falsa testimonianza.

Alla richiesta di un commento per il nostro sito, la sorridente Anzaldo ha preferito non rilasciare dichiarazioni. “Per la prima volta, davanti ad un giudice, ho avuto modo di rivelare una verità importante”, ha detto Paolini. “Spesso sono stati proprio gli uffici stampa di Rai e reti private a fornirmi le informazioni sulle dirette. Quindi, di cosa si lamentano se sono loro a favorire la mia attività?”









A cura di Gon

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Pubblicato su: 2004-06-01 (5932 letture)

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