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Torino – 30/05/2004 – Paolini finalmente rilasciato




Gabriele PaoliniDopo cinque ore di fermo alla questura di Torino, alle ore 18.00 di ieri il profeta del condom è tornato in libertà.


Ripercorriamo con ordine una delle giornate più convulse nella storia del presenzialista della tv italiana. Come vi avevamo detto ieri (vedi la notizia relativa), Gabriele Paolini era stato fermato dopo aver interrotto dei collegamenti dalla camera ardente di Torino, dove si svolgevano le esequie di Umberto Agnelli. Così, dalle 13.00 alle 18.00, il profeta non aveva potuto continuare nella sua missione, essendo bloccato dalle forze dell’ordine. Si trattava di una situazione surreale.

Infatti, nella questura dove era in stato di fermo, molti poliziotti della Digos simpatizzavano apertamente con lui, arrivando in un caso a chiedergli le ragioni per cui si trovasse lì. Ma soltanto alle 17.15, dopo lunga insistenza del diretto interessato e dei suoi avvocati, veniva esplicitata l’accusa al presenzialista. Si trattava di una denuncia in base all’articolo 340 del codice penale, quello che parla di interruzione di un servizio di pubblica necessità. Curiosamente, è una delle accuse che vengono mosse con maggiore frequenza all’imbucato speciale, ma nonostante questo non è mai bastata per farlo condannare da nessun tribunale in tutti questi anni. Ma durante la giornata non sono mancati altri momenti spiacevoli.

La denuncia a Paolini - Clicca per vedere l'immagine ingrandita Infatti, verso le 15.30 Paolini si è sentito male ed è stato accompagnato all’ospedale Mauriziano, dove è stato sottoposto ad un elettrocardiogramma e alla misurazione della pressione dallo scrupoloso dottor Depaoli, che ha diagnosticato uno “stato ansioso reattivo”. Ma anche in questo caso il profeta è stato trattato come un pericolosissimo criminale ed è stato scortato da un agente all’interno del pronto soccorso e addirittura in bagno.

Per questi motivi, il presenzialista si costituirà parte civile nei confronti della Digos, del questore di Torino e del funzionario che ha deciso il fermo di polizia e che ha omesso colpevolmente di chiedere le generalità all’inviato del Tg2 che aveva malmenato l’inquinatore supremo. “Non mi era mai successa una cosa del genere negli otto anni in cui ho condotto la mia battaglia”, ha detto Paolini. “Non tornerò più a Torino fino a quando non riceverò le scuse del questore e del funzionario che mi ha fermato. Eppure, con la polizia del capoluogo torinese i rapporti sono sempre stati ottimi, anche quando sono intervenuto al Salone del libro e all’Ostensione della Sindone (vedi la notizia relativa). E devo dire che alla Digos mi hanno offerto una cioccolata squisita, una delle migliori che abbia mai assaggiato. Purtroppo, è stato un piccolo momento di dolcezza in una giornata molto amara…”









A cura di Gon

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Pubblicato su: 2004-05-30 (4795 letture)

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