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MOLESTIE: IL DISTURBATORE TV PAOLINI PROCESSATO A ROMA.







http://www.kataweb.it/news/item/289136/molestie-il-disturbatore-tv-paolini-processato-a-roma





Molestie: Il “Disturbatore tv” Paolini processato a Roma.





13 marzo 2007 alle 14:22 — Fonte: repubblica.it





“Sono un fenomeno televisivo mondiale, in undici anni ho fatto ventimila apparizioni in tv e non certo perché sono il mago Otelma. Se puntualmente conosco ore, minuti, secondi e luoghi di un collegamento è perché posso contare su amicizie di ogni tipo con chi opera nei famosi appalti Rai, Mediaset, Sky e La7”. Sono alcune delle dichiarazioni spontanee di Gabriele Paolini, il ‘disturbatore’ per eccellenza dei collegamenti in diretta tv, sotto processo davanti al tribunale monocratico di Roma per il reato di molestia alle persone. A citarlo in giudizio è stato il pm Antonella Nespola che gli ha attribuito quattro incursioni tra il 2002 e il 2004 in occasione di altrettanti servizi esterni svolti da cronisti Rai. “Conosco persone che mi pagano i soggiorni in albergo o i pranzi al ristorante per essere presente al momento opportuno — si è giustificato Paolini in aula -, vengo retribuito per servizi extra dagli stessi soggetti che lavorano in televisione.

Io non ho mai interrotto un servizio, esercito soltanto il diritto di un cittadino di dire quello che pensa quando va in onda un collegamento. Sul mio modo di essere la Garzantina mi ha ben dedicato 17 righe”. Di diverso parere i tre giornalisti Rai (l’azienda è parte civile nel procedimento attraverso gli avvocati Marcello Melandri e Astrid Giovannelli) che hanno raccontato al giudice Gennaro Francione la loro personale disavventura. Giuseppina Paterniti portò a termine un servizio da Palazzo Chigi mentre Paolini alle sue spalle esibiva un fallo di legno; Bergamini, in onda dalla Cassazione, fu costretto a raccontare l’esito di un processo zigzagando per piazza Cavour per evitare di essere disturbato dall’imputato che gridava in continuazione ‘Berlusconi in galera’; Paolo Cantore fu addirittura spintonato e, per non dare spazio ai ripetuti epiteti che Paolini lanciava contro Bruno Vespa, preferì troncare drasticamente il collegamento da Palazzo Chigi.

Insomma, per i cronisti Rai, quei blitz sono stati lesivi della loro immagine e hanno compromesso gravemente la qualità dei servizi giornalistici andati in onda. Il giudice, per avere più chiara la situazione, ha ordinato la visione in aula delle cassette incriminate e ha aggiornato il dibattimento al 13 aprile prossimo per le conclusioni. Ultimamente Paolini ha esposto un cartello in cui insultava il Papa durante un collegamento Rai.









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Pubblicato su: 2007-03-25 (3034 letture)

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