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DALL’ALTARE LA PREDICA A FAVORE DEL PROFILATTICO
Da quale pulpito viene la predica...



Gabriele Paolini e Don AugustoRivodora è una piccola frazione di Baldissero, in provincia di Torino, con meno di 1000 abitanti, salito agli onori delle cronache per una messa molto particolare.


Sin da piccolo, ogni estate, trascorro un certo periodo in questo piccolissimo centro: tranquillo, fuori dallo smog, ancorato ancor oggi alla vecchia ‘vita contadina’. Il paese non ha discoteca, pizzeria, pub, cinema, ma per me è un importante punto di riferimento: tanti ricordi della mia infanzia mi legano a Rivodora. Ogni volta che mi trovo in questo paesetto i miei genitori si sentono più tranquilli, sanno che sono lontano dalla Capitale, dagli studi televisivi e che quindi mi è più difficile portare avanti le mie azioni pro-condom. Ma quel che combinai il 17 agosto 1997 scosse profondamente mio padre, mia madre, tutto il paese e soprattutto la Curia di Torino. Cosa avvenne quel giorno?

Avevo chiesto il permesso al vecchio parroco don Augusto Cogo della Chiesa San Francesco di Sales di Rivodora di prendere la parola durante la messa e parlare dall’altare ai fedeli in merito alla ‘prevenzione sessuale’. Con mio grande stupore don Augusto, dopo avermi fatto scambiare qualche parola con un suo collega parrocchiano molto più giovane di lui, don Mario, decise di concedermi cinque minuti della Messa.

Ero molto emozionato quella mattina perché sapevo che non era mai accaduto niente di simile. Nessuno, in passato, aveva mai parlato di profilassi all’interno di una Chiesa. Ovviamente, la parrocchia era gremita di gente. Prima della fine della funzione religiosa, don Augusto mi presentò così ai fedeli: ‘Ed ora un bravo giovanotto, che io conosco da quando era bambino, vi parlerà della prevenzione e dei mezzi per proteggersi dalle malattie infettive e per evitare che si diffondano”.

Dopo quelle parole pronunciate dal parroco nella Chiesa ci fu un lungo silenzio, interrotto dalla mia voce: “Sono noto come il ‘Profeta del Condom’. Don Augusto è una persona straordinaria, che ha capito il significato della mia missione, quello di far capire alla gente quanto sia importante usare il preservativo per evitare nascite indesiderate e per combattere il contagio da AIDS. Io sono giovane, potrei essere vostro figlio. Credo che tutti voi teniate alla salute dei vostri figliuoli. Per questo è importante suggerire loro delle precauzioni”. Parlai con al collo la mia collana di preservativi, senza fermarmi per un solo attimo. Poi, nel silenzio generale, don Augusto riprese la parola e concluse la Messa.

Tra i fedeli c’era meraviglia, stupore, incredulità, nell’aver assistito a quella curiosa ‘Messa’. Due signore, mi ricordo, si avvicinarono: mi dissero che grazie a quelle parole pronunciate in un luogo sacro, per loro diventava più facile parlare con i figli dell’argomento prevenzione. Dopo qualche minuto tutto il paese era al corrente dell’accaduto. La maggior parte delle persone erano seccate e infastidite dalla mia azione.

Don Augusto si pentì poco dopo dell’avermi concesso quei cinque minuti. Venne preso da mille rimorsi. Per qualche giorno si allontanò dal paese, poi ritornò timoroso di non essere più accettato dai suoi paesani e umiliato dai forti rimproveri ricevuti dalla Curia di Torino, terribilmente scandalizzata per l’accaduto. Ci tengo a specificare che il mio intervento era stato concordato con Don Augusto e che non è stato particolarmente provocatorio. Quindi, l’accusa che mi è stata mossa dai paesani, quella di aver approfittato dell’ingenuità dello stesso parroco, non ha fondamento, in quanto Don Augusto era assolutamente consapevole della presenza della stampa e dei fotografi. Una volta richiamato dalla Curia torinese e dopo che l’evento ha assunto dimensione nazionale, il prete ha fatto un ipocrita e inaspettato dietrofront. Mi dispiace vedere che ancora adesso i cittadini, anche dopo la morte di Don Augusto, continuino a reputarmi un traditore, nonostante abbia dimostrato in più occasioni la mia buona fede in tutta questa vicenda









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Pubblicato su: 2004-03-01 (10516 letture)

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