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FAQ E RUMORS




Tutte le domande più popolari e le leggende più diffuse su Gabriele Paolini


FAQ

Gabriele Paolini inquina Enzo Nucci del TG3Qual è il motivo delle tue azioni?
Dal 1997 ho scelto di condurre una battaglia a favore della profilassi strettamente legata alla realtà sessuale, quindi alla prevenzione e al fondamentale uso del preservativo come unico strumento capace di proteggere (al 98-99%) la propria vita. Perché avevo a cuore la volontà di trasmettere l’utilizzo del preservativo? Perché nel 1995 avevo perso un amico ventiduenne che amavo molto (in maniera peraltro platonica, considerando che lui era eterosessuale), che, per quello che so, per un solo rapporto non protetto con una prostituta, si era ammalato di AIDS. Avendo vissuto questa esperienza profondamente dolorosa e non essendo riuscito a trasmettergli l’importanza di una vita sessuale libera ma protetta), ho deciso che da quel momento avrei condotto una battaglia sociale contro l’ipocrisia di tutti coloro che vedono il preservativo come un oggetto da nascondere. Con il passare degli anni, ho voluto indirizzare l’obiettivo e il percorso iniziale verso una prevenzione e un autocontrollo nei confronti dei media e in particolare della televisione, con l’intento di destabilizzarla. Infine, non ho mai nascosto (né a me stesso né agli altri) che c’è anche un senso di narcisismo e di esibizionismo in quello che faccio. C’è insomma la volontà di appagare il carattere e la mia personalità decisamente istrionica, ma ci tengo a sottolineare che si tratta di un esibizionismo con dei contenuti e delle finalità importanti, ben diverse da quelle che potrebbe avere una velina o uno showman.

Come ti guadagni da vivere? Questo è il tuo lavoro? C’è qualcuno che ti sponsorizza?
Sì. Anche se non è nata come una professione, nel corso del tempo, grazie alla sempre maggiore popolarità, ho cominciato a guadagnarmi da vivere grazie a questa “attività”. Le mie entrate derivano soprattutto dalla vendita dell’immagine: si va dalla singola fotografia ceduta in esclusiva ad una rivista all’intervento televisivo voluto dall’emittente (privata o di stato) o dal singolo giornalista, passando alle ospitate nei luoghi pubblici (discoteche, saune, ristoranti, alberghi, locali alternativi), alla vendita di libri, videocassette e di “opere d’arte” molto particolari.

Qual è la tua fede politica? E quella calcistica?
Nel corso degli anni, da buona prostituta quale sono, ho voluto iscrivermi a quasi tutti i partiti italiani, dalla Lega Nord (nel 1994) al Partito Radicale (2001), da Forza Italia (2002) ai Verdi (2003). La volontà di appoggiare l’uno o l’altro partito non è dettata da un totale accordo con le idee che esprimono, quanto dal desiderio di vedere fino a che punto i principi di lotta dei vari raggruppamenti politici siano realmente messi in pratica. La Lega Nord, che ha sempre voluto la secessione, in realtà non l’ha mai cercata fino in fondo, preferendo invece avere la certezza di poter gestire il potere. Il Partito Radicale ha a capo un “rivoluzionario” come Pannella, pubblicamente promotore di libertà e di azioni non violente, ma che in realtà conduce una vita privata che contraddice i principi che esprime. Forza Italia è fondata sulla ricerca assoluta di uno scudo politico per i problemi giudiziari dei suoi principali esponenti. I Verdi, infine, che si fanno tanto promotori della difesa dell’ambiente contro il consumismo imperante, si rivelano essere anche loro schiavi dell’auto blu e di tutte le comodità moderne “inquinanti”. Più semplice il discorso sulla fede calcistica. Trovo che questo sport concentri nella sua espressione un gran numero di emozioni, sia per chi le vive dall’esterno che per i giocatori che scendono in campo. Essendo uno sport prettamente maschile, la mia attenzione ricade sulla potenza e sull’eleganza fisica degli atleti. I due esempi a me più cari sono sicuramente Francesco Totti e Alessandro Nesta. La mia squadra del “cuore”? L’Albinoleffe, che milita attualmente in serie B.

Quali sono i tuoi rapporti con la Rai e Mediaset? E in che rapporti sei con Blob e Striscia la notizia, trasmissioni che ti hanno dato molto spazio?
Con Rai, Mediaset e La7 (ex Telemontecarlo), c’è sempre stato un rapporto di amore-odio. Da una parte, l’azione legale scatenata dagli uffici competenti delle singole aziende, con richieste risarcitorie che ammontano a svariati milioni di euro; dall’altra, il foraggiamento del fenomeno, sia per quanto riguarda l’aspetto mediatico, sia per la complicità nei singoli inquinamenti, che agli occhi del pubblico possono sembrare sempre veritieri e che in realtà sono in parte (un 10% circa dei 16.335 che il Guinness dei primati mi assegna al 28/03/2002) combinati. Discorso a parte per Blob e Striscia la notizia, che hanno, in questi otto anni, seguito costantemente tutti i passi del mio percorso, con l’ironica striscia di Rai Tre che mi ha permesso centinaia di passaggi televisivi e con la trasmissione di Antonio Ricci che ha confezionato una trentina di servizi su di me. Ovviamente, anche per questi due programmi, non c’è stata solamente la ripresa dell’ “installazione artistica”, ma anche la richiesta specifica di interventi mirati e della possibilità di filmare i dietro le quinte delle mie apparizioni.

Come fai a sapere dove vengono fatte le dirette?
Conduco un attento studio della cronaca e degli avvenimenti nazionali. Ho un contatto diretto con tutti gli uffici stampa, dai ministeri ai singoli telegiornali, ma anche con singoli cittadini che mi avvertono sul cellulare quando vedono le famose “fly” (ossia i camion mobili tv, che hanno l’attrezzatura per le dirette esterne).

Come fai a stare sempre dappertutto? Come organizzi il tuo tempo?
La mia giornata comincia alle 10.45 con l’edizione mattutina del Tg2, che evidenzia dove è concentrata l’attenzione della stampa e quindi dove è preferibile colpire ottenendo il massimo della visibilità. Ovviamente, c’è anche un attento studio del Televideo e del modo in cui imposta le notizie che poi vengono riprese dai telegiornali. Ogni volta che sto per inquinare o anche durante la stessa irruzione, ho sempre a portata di mano un televisore portatile, questo anche per vedere come viene predisposta l’inquadratura, in modo da avere la migliore visibilità possibile. Sicuramente, nel corso della giornata ci sono degli appuntamenti irrinunciabili: la fascia 12.30 – 15.00 e quella 18.30 – 21.00. Sono le fasi di maggiore ascolto da parte del pubblico nei confronti dei telegiornali, che spesso avviene senza grande distinzione tra le varie emittenti. Da parte mia, non ho una preferenza verso un determinato telegiornale o spettacolo, se non il Tg1 delle 20.00, l’edizione più vista della giornata e che viene seguita anche in tutto il mondo grazie al satellite. Per finire, non vado mai a letto prima delle 2.00, anche per vedere le rassegne stampa dei giornali e per avere già in mente quelli che saranno gli appuntamenti più importanti del giorno successivo.

Cosa vuoi fare nel futuro?
Per quello che mi riguarda, l’obiettivo di creare un personaggio unico nel suo genere è ovviamente raggiunto. Quello che mi auguro è di mantenere il rapporto che ho con i giovani (liceali ed universitari), ovvero di essere ancora invitato in ambienti quali il Dams di Bologna e di Roma o negli istituti scientifici e artistici, per confrontarmi con loro e trasmettere il mio percorso di denuncia. Sono pronto ad accettare anche realtà che siano diverse rispetto a quelle attuali, sempre a condizione che coinvolgano soltanto il personaggio pubblico.

E’ vero che hai ricevuto tante denunce?
Assolutamente sì. Ovviamente, arrivano soprattutto dai singoli giornalisti e dalle aziende stesse, ma ci sono anche privati cittadini che si sentono coinvolti e offesi dalle mie azioni. Finora, ho ricevuto quasi 400 denunce, tra cui quelle di risarcimento di Emilio Fede (1,6 milioni di euro circa), della Rai (750 mila euro di danni), della RTI Mediaset (un milione e mezzo), anche se devo dire che finora non ho mai perso un processo. Anche da parte mia, posso “vantare” circa cinquecento denunce presentate, grazie a due valide squadre di avvocati (Kornmüller e La Marca), che dal 2000 mi tutelano e richiedono danni a mio nome, in particolare per insulti e percosse ricevute da giornalisti e cittadini. Comunque sia, l’aver ricevuto tanti provvedimenti giudiziari e minacce ha l’unico effetto di spingermi a continuare la mia missione con più impegno.

Dopo le dirette, ti è mai capitato di essere minacciato o addirittura picchiato?
Tra gli episodi più gravi, ci sono stati il famoso calcio di Frajese, entrato immediatamente nella storia della tv; l’aggressione avvenuta sotto casa il 7 aprile del 1998, in cui mi misero in bocca un preservativo usato dopo avermi legato mani e piedi; la violenza fisica subita il 5 agosto nel 1997 a Riccione, quando venni sodomizzato da un ragazzo, offeso perché gli avevo offerto un preservativo. Ci sono poi stati decine di episodi di percosse ricevute da guardie del corpo e tecnici durante i vari inquinamenti, per un totale di circa 100 giorni di prognosi in una dozzina di ospedali italiani, da Sanremo a Salsomaggiore, da Milano a Roma.

Quali sono state le conseguenze peggiori di quello che hai fatto?
A parte le conseguenze fisiche e quelle giudiziarie sopra esposte, sono molto addolorato dalle percezioni sbagliate di alcuni cittadini, che di volta in volta vengono fuori dopo azioni di disturbo. Spesso la gente non si preoccupa di approfondire le ragioni della “capoccella che esce dallo schermo” e le mie urla di libertà. Sono ancora più dispiaciuto dall’atteggiamento (che definirei razzista) di gran parte delle persone a me care (la maggioranza dei parenti e di molti vecchi compagni di scuola). Quello che onestamente non capisco è il disagio che nasce anche nell’ambito della famiglia (i miei genitori e le tre sorelle) nel vivere pubblicamente al mio fianco. Anche se esco insieme con loro, gli sguardi delle persone che riconoscono il personaggio e i loro commenti li mettono sotto i riflettori, una situazione che preferirebbero assolutamente evitare.

Cosa pensa la tua famiglia della tua carriera mediatica?
La famiglia tende, per la sua predisposizione nei confronti della vita, a dissociarsi da un atteggiamento che spesso viene da loro definito come “troppo appariscente” e che tende a rendere pubblico tutto il mio essere, dalle stranezze nel vestire ai racconti dettagliati ( ed enfatizzati all’estremo) della mia vita sessuale.

Come è cambiata (se lo è) la tua attività di inquinatore dal 1997 ad oggi?
La prima fase (1997 – 1999) è stata assolutamente dirompente, ma necessaria per imporre il personaggio, obiettivo che ho raggiunto. Nella seconda fase (2000 – 2001) la semplice presenza silenziosa (e non provocatoria) riusciva ad attirare l’attenzione e a creare nei giornalisti una forte tensione. La terza fase, quella attuale, è più cattiva e cruda, in quanto c’è la volontà di ferire grossi personaggi televisivi, “portatori sani” di quella che definisco la malattia più dannosa del mondo, ovvero la mala-informazione. Mentre nelle prime due fasi i giornalisti erano spesso e volentieri divertiti e anche “onorati” della mia presenza, in quanto legittimazione della diretta tv e dell’importanza dell’evento che stavano seguendo, attualmente sono tutti terrorizzati dalle conseguenze dirette e indirette delle mie birichinate…


RUMORS

Gabriele Paolini inquina il TG2E’ vero che hai annunciato la tua morte?
Sì, l’ho fatto nell’estate del 2002, con la complicità del fedele amico Francesco Marcucci, che chiamò da casa mia un’agenzia di stampa parlando con la redazione cronaca. Per dare credibilità alla notizia, dichiarò che era un mio cugino e che aveva avuto dalla famiglia il compito di avvisare la stampa della tragica scomparsa, dovuta ad una caduta nella vasca da bagno con conseguente ferita mortale alla testa. Il Marcucci parlò con una giornalista, che rimase molto colpita dal fatto e che cominciò a chiedere se si fosse veramente trattato di una disgrazia o in realtà di un suicidio. A quel punto, messo giù il telefono, il Marcucci andò via da casa per non essere coinvolto ulteriormente. Dopo circa venti minuti, suonò alla porta di casa un giornalista della cronaca della stessa agenzia, che voleva avere maggiori informazioni. A quel punto, però, per timore di conseguenze dovute al procurato allarme, io stesso ho detto che ero stato vittima di uno scherzo di cattivo gusto, in quanto mezz’ora prima erano andati via da casa una decina di amici invitati a pranzo. Il cronista, dapprima preoccupato, si è poi divertito appena scoperto l’infondatezza della notizia e andando via disse che i giornalisti tv mi avrebbero dovuto sopportare ancora per molto.

E’ vero che hai dichiarato di essere omosessuale? Ed è vero che ti sei sposato con un uomo?
Sì, il mio primo outing pubblico risale al maggio 2000, con la pubblicazione del libro “Il profeta del condom”. Ho deciso di dichiarare la mia omosessualità perché ritenevo (e ritengo tuttora) che, quando si è personaggi pubblici, si ha il dovere di comunicare a tutti che si tratta di una scelta molto serena e che non deve minimamente influenzare il corso della propria vita. Devo comunque confessare che, se dovessi scegliere tra Giancarlo Magalli e Rita Levi Montalcini, sceglierei la seconda, magari anche per approfondire la mia cultura scientifica…
Per quanto riguarda il mio matrimonio gay, è realmente avvenuto nel settembre del 2002, in un piccolo paese in provincia di Torino (Rivalba), grazie alla complicità dell’unico consigliere comunale resosi disponibile per celebrare l’evento, Gianluca Noccetti di Forza Italia, che poi per questa ragione ha avuto un richiamo da parte del sindaco e dal suo partito. Questo matrimonio è avvenuto all’interno di una casa comunale, messa a disposizione dallo stesso Noccetti, ed è stato il primo vero matrimonio gay nella storia del nostro paese. Infatti, molte celebrazioni simili sono in realtà delle unioni civili o dei “patti di solidarietà” (come la celebre funzione a Palazzo Farnese, avvenuta un mese dopo le mie “nozze” presso l’ambasciata francese, quindi non sul territorio italiano). La persona che ho sposato è un giovane attore romano, Lino Bon, conosciuto al grande pubblico per aver partecipato all’edizione dei Fatti vostri condotta da Alberto Castagna. Voglio sottolineare che Bon ha avuto il coraggio di affrontare le conseguenze di un gesto purtroppo ancora non condiviso dalla maggioranza degli italiani.

E’ vero che la tua attività ti rende molti soldi?
No. E’ ovvio che, come già detto, ci sono diverse entrate economiche, ma a fronte di ingenti spese per quanto riguarda l’assistenza legale, gli spostamenti in tutta Italia e i contributi a chi mi aiuta nell’attività. Tra l’altro, nessuno può sostenere che io abbia proprietà di qualsiasi genere, come dimostra il fatto che da un anno sono ufficialmente residente presso una casa comunale di Roma (Municipio 5).

E’ vero che alcuni inquinamenti che hai fatto erano organizzati? Ed è vero che alcuni giornalisti ti chiamano per partecipare alle dirette che fanno?
Certo. Ci sono decine di giornalisti Rai, Mediaset e di La7 che negli anni mi hanno contattato non solo per partecipare ad alcuni programmi, ma addirittura per organizzare dei blitz durante le dirette. Nell’ambito di ogni singolo programma televisivo o avvenimento non tutti quelli coinvolti erano consapevoli dell’accordo sotterraneo. In particolare, è capitato che un conduttore di un varietà venisse da me disturbato senza che lo stesso fosse informato in anticipo del blitz, a differenza magari degli autori. O ancora, è accaduto che i corrispondenti per le dirette esterne, consapevoli che la mia presenza garantiva un passaggio sicuro su Blob o Striscia la Notizia, nascondevano la verità ai cameramen e ai responsabili delle squadre mobili esterne. Ogni volta si veniva quindi a creare un quadro molto surreale: prima il giornalista preso da un raptus di rabbia, che urlava chiedendo aiuto a polizia o carabinieri (che puntualmente arrivavano, facendo richiesta dei miei documenti d’identità e in seguito accompagnandomi nella sede esecutiva opportuna), in seguito, dopo pochi minuti, la stessa persona chiamava moglie o amici chiedendo: “Mi hai visto con Paolini dietro?”

E’ vero che frequenti pornostar?
Sì, certo. Per il mio profondo egoismo non ho mai voluto avere la responsabilità di una relazione fissa (con un uomo o una donna), né tantomeno di dover essere fedele. Pertanto, le mie tante amicizie con le pornostar mi hanno permesso di passare delle ore di profondo godimento (più mio che altrui, in quanto non sono uno stallone). Preciso che non ho mai pagato nessuna pornostar, ma che sono riuscito ad ammaliarle solo ed esclusivamente grazie alla curiosità che nutrivano nei confronti del personaggio, anche perché tra il sottoscritto e un fiammifero il secondo ha una durata maggiore. E non parlo dei fiammiferi da camino…

Circola una foto in cui viene mostrato come asessuato. Ti sei operato o è un fotomontaggio?
Tutti i maggiorenni che vogliono avere maggiori informazioni in merito, possono contattarmi attraverso il sito e potranno contare sulla mia disponibilità 24 ore su 24 per dare una risposta a questo quesito. Ovviamente, quando dico tutti, escludo Emilio Fede e Mentana…

Hai mai tradito la fiducia delle persone che ti hanno aiutato nella tua attività?
Sì, anche perché io non ho mai nascosto una profonda dose di “paraculaggine”. D’altronde, ho avuto insegnamenti illustri di politici (anche ministri), noti giornalisti ed esponenti del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura, che mi hanno “insegnato” come trarre vantaggio da un certo atteggiamento, magari moralmente discutibile ma che può diventare utile a seconda delle circostanze. Spesso la fiducia tradita significa un’analisi superficiale da parte di chi, di volta in volta, ha avuto a che fare con me. Un esempio è Daria Bignardi, che in una sua puntata di Tempi moderni mi ha voluto a tutti i costi come ospite d’onore e poi, dandomi la parola, me l’ha tolta. Il motivo del suo ripensamento è che non avevo rispettato la promessa fatta di non trattare l’argomento costo del preservativo, che poi ha coinvolto nella mia dichiarazione anche la politica in un momento di campagna elettorale (maggio 2001). In quella occasione, avevo duramente attaccato il Ministero della Salute, che proibisce in maniera meschina la vendita in farmacia dell’unica ditta che propone ad un costo bassissimo i contraccettivi in Italia (la Pamitex).









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Pubblicato su: 2004-03-01 (26870 letture)

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